La strategia Kaizen per migliorare la produttività aziendale

La strategia Kaizen per migliorare la produttività aziendale

Hai mai sentito parlare della strategia Kaizen per il miglioramento della produttività aziendale? Sai cosa significa il termine e quale metodica applica? 

In questo articolo, ci proponiamo di offrirti tutte le nozioni fondamentali su questo approccio che mira a incrementare la performance dell’organizzazione attraverso modalità ben definite.

Cosa significa Kaizen

Il termine Kaizen è una sorta di neologismo nato dalla fusione di due termini giapponesi: Kai, che significa sia miglioramento che cambiamento, e Zen, che vuol dire “migliore, buono”. Come è facile comprendere, Kaizen esprime dunque il concetto di miglioramento continuo e di cambiamento migliorativo e, oggi, si applica essenzialmente alle organizzazioni di qualunque settore e livello. 

Il metodo Kaizen agisce essenzialmente sull’efficienza dei fattori produttivi dell’economia aziendale sviluppando sistemi di gestione che mirano a contenere i costi di produzione, a migliorare l’efficienza delle operazioni che generano valore aggiunto, a ottimizzare le metodiche e a coinvolgere le persone che operano direttamente sui processi. 

Tipicamente, metodiche e concetti associati al Kaizen includono la produzione snella, la riprogettazione dei processi aziendali, il controllo statistico dei processi e l’abbattimento delle scorte Just In Time

Qual è l’obiettivo del metodo Kaizen?

La strategia Kaizen mira a ottenere un miglioramento graduale ma continuo a livello dell’intera attività di business attraverso la creazione di maggiore valore e la riduzione sistematica degli sprechi

Tramite la costante ricerca di una performance migliore, l’impresa acquisisce una mentalità virtuosa che le permette di alimentare, a partire dai propri processi interni, il proprio vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti sul mercato. 

È importante in questo senso notare che il cambiamento insito nel metodo Kaizen interessa l’intera organizzazione e in particolar modo i livelli più prettamente operativi dell’azienda, e che include piccoli ma quotidiani cambiamenti orientati al miglioramento costante.

Al contempo, la strategia Kaizen si propone anche di ottenere il miglioramento dei processi aziendali attraverso l’ottimizzazione – e dunque la semplificazione – dei processi. Quest’ultima attività permette di “smarcare” risorse che, nuovamente disponibili, potranno a loro volta contribuire al miglioramento aziendale attraverso nuove attività, tutte misurabili

L’eccellenza produttiva giapponese e il suo costante progresso tecnologico, ben noti in tutto il mondo, sono dunque il risultato prima di tutto di una filosofia secondo la quale ogni cosa può essere migliorata attraverso metodologie applicate in modo sistematico

Nella pratica, questo approccio diventa per le aziende che lo applicano un sistema di gestione che mira e ottiene l’eccellenza in modo graduale ma costante, secondo principi del tutto contrari alla mentalità occidentale – che tende invece a operare cambiamenti per lo più drastici, di solito attraverso massicci investimenti in ambito tecnologico ma mai a livello di struttura o mentalità dell’impresa. 

Che legame esiste tra Kaizen e innovazione?

Esiste un importante legame tra metodo Kaizen e innovazione. In effetti, i due termini identificano due fasi sequenziali. Se Kaizen significa migliorare in modo continuo attraverso piccoli ma costanti sforzi e variazioni, nella mentalità aziendale giapponese il concetto di innovazione equivale a una rivoluzione radicale che avviene con grandi sforzi, ma temporanei. 

Da un lato avremo dunque la continuità tipica dell’approccio Kaizen, mentre dall’altro vi sarà l’innovazione (in giapponese kaikaku, traducibile come “cambiamento radicale”) che, muovendosi anch’essa nella direzione del miglioramento, necessiterà di un grande investimento limitato nel tempo, finalizzato a generare un cambiamento improvviso ma momentaneo (ossia che resterà tale fino all’introduzione dell’innovazione successiva).

Il Kaizen e l’importanza del lavoro in team

Lo spirito di gruppo, inteso come l’impegno collettivo ad affrontare il processo di miglioramento continuo tipico di questa filosofia, è particolarmente importante nell’applicazione della strategia Kaizen. Se, infatti, il miglioramento si basa sul miglioramento dei processi aziendali, i processi sono a loro volta attuati dalle risorse umane che dovranno essere dotate dunque di una cultura partecipativa al cambiamento. 

Il lavoro in team è dunque fondamentale, e dal momento che nella mentalità giapponese tutte le risorse – dall’operaio al dirigente – sono considerate di pari importanza, l’incremento della performance che segue il cambiamento positivo rappresenterà una vittoria collettiva

In effetti, la filosofia Kaizen è considerata applicata con successo soltanto quando tutti gli individui che fanno parte dell’impresa operano meglio e sono più soddisfatti: lavorando in team, la felicità di un componente si riverbera su tutti gli altri

Kaizen e PDCA per un miglioramento continuo

Per applicare correttamente il metodo Kaizen in azienda va prima di tutto ricordato che senza una corretta pianificazione non è possibile implementare alcun modello di miglioramento. Tale pianificazione può essere attuata con successo attraverso la metodica PDCA, conosciuta anche con il nome di Ciclo di Deming, che si propone di strutturare una modalità univoca e semplice per attuare il cambiamento.

Il metodo PDCA si basa essenzialmente su quattro step fondamentali: 

  • Plan: significa pianificare, a partire da una profonda analisi dello stato iniziale dell’organizzazione e degli obiettivi da ottenere. In pratica, equivale a comprendere quali criticità debbano essere risolte per poi pianificarne la soluzione.
  • Do: significa fare, inteso come definire e stabilire le attività, le azioni e i processi che faranno parte del piano di miglioramento. Soltanto successivamente a questa fase sarà possibile attivarli in modo pratico. 
  • Check: significa verificare, ossia misurare i risultati ottenuti mettendo in pratica le attività pianificate attraverso il loro confronto con le informazioni precedenti. In funzione di tali risultati, sarà possibile comprendere se il miglioramento è stato raggiunto o se è invece necessario ripartire dalla fase di pianificazione.
  • Act: significa agire, inteso come standardizzare le operazioni e attività che hanno portato risultati positivi. Questi azioni andranno a costituire il processo di miglioramento continuo, e potranno dunque rappresentare il punto di partenza per ulteriori valutazioni future. 

È facile comprendere che queste quattro fasi si muovono, in modo del tutto logico, dall’individuazione alla risoluzione di un problema attraverso l’analisi, pianificazione, fase operativa, controllo e implementazione finale della soluzione. Si tratta di un approccio semplice e, al contempo, molto potente che può essere virtualmente applicato a qualunque tipo di organizzazione.

Vuoi valutare il livello di performance raggiunto dalla tua azienda e le azioni necessarie a ottenere la vera eccellenza? Mettiti subito in contatto con gli esperti di WePower per una consulenza. 

Alberto Viola

Da quasi 20 anni è Consulente di Direzione ed Organizzazione. Ha lavorato con svariate aziende italiane ed estere di diversi settori e dimensioni, supportandole in processi di miglioramento delle performance e di cambiamento della cultura aziendale. È ideatore di Emprovement, il primo approccio per l’eccellenza delle tue performance aziendali con il quale puoi ottenere il miglioramento dei processi aziendali, attraverso la crescita e il benessere della tua organizzazione. È autore di “A Gemba! Guida operativa per la produzione snella” e “The Lean Production Notebook – Appunti e spunti sulla produzione snella”.