Storia di un Emprover – Episodio 8 – Il vantaggio del benessere organizzativo

Storia di un Emprover – Episodio 8 – Il vantaggio del benessere organizzativo

Le persone che si sentono bene al lavoro sono persone motivate e, a parità di competenze, persone motivate lavorano meglio, portando risultati migliori di persone non motivate. Lo dicono ormai i non tanto più recenti studi realizzati in diverse parti del mondo. Lo testimoniano anche le (poche) aziende che, pensando al benessere dei propri collaboratori come ad un obiettivo della strategia aziendale, hanno ottenuto risultati talvolta inaspettati.

E lo dico anche io, che come Emprover so quanto il benessere che conduce alla motivazione sia importante quando si chiede alle persone di cambiare e migliorare.

Perché, anche di fronte a queste evidenze, manager ed imprenditori non fanno del benessere organizzativo un elemento chiave per l’eccellenza e per il successo della propria azienda?

Per rispondere a questo quesito è forse utile chiedersi prima di tutto che cosa è il benessere organizzativo e in cosa consiste.

Un concetto da approfondire

Quando si parla di benessere organizzativo ci si riferisce in genere a quelle condizioni presenti in un’organizzazione che promuovono, mantengono e migliorano il benessere fisico, psicologico e sociale delle persone per tutti i livelli e i ruoli.

Questa definizione non mi soddisfa: suggerisce cosa devono fare le organizzazioni per favorire il benessere individuale (le condizioni) ma non chiarisce cosa è il benessere di un’azienda che, intesa come “comunità”, deve avere un benessere proprio per poter esistere e crescere.

Per capire cosa è il benessere organizzativo conviene partire dalla definizione di benessere individuale.

Non penso al solo benessere fisico: non perché non sia importante, anzi, ma perché non voglio neanche prendere in considerazione le aziende che non hanno cura della sicurezza e delle condizioni di lavoro dei propri collaboratori e non voglio ricondurre il benessere organizzativo alla sola presenza in azienda di una palestra per il fitness: più difficile da promuovere e ottenere in azienda è il benessere psicologico e sociale delle persone.

Misurare il benessere individuale

Il benessere individuale è la somma di una serie di componenti: le emozioni positive, che rendono soddisfacente la vita di una persona; l’impegno, inteso come coinvolgimento e concentrazione in ciò che si fa; il significato, ovvero l’idea di fare qualcosa che abbia un senso per se e per gli altri; l’eccellenza, ossia la possibilità di realizzarsi attraverso le proprie potenzialità e competenze; per ultimo, ma non ultime, le relazioni positive con gli altri (capi, colleghi e collaboratori).

Si può riassumere il tutto dicendo che una persona prova benessere se trova un’armonia complessiva tra ciò che è, fa e prova in azienda.

Per trasposizione, il benessere di un’organizzazione, intesa come “soggetto” che riunisce un insieme di persone, è tanto più presente quanto più l’organizzazione riesce a dare un significato positivo a ciò che fa, utilizzando al meglio le proprie competenze, realizzandosi ed evolvendosi in un contesto di relazioni positive.

Benessere organizzativo, benessere individuale e cultura aziendale

Si può riassumere il tutto dicendo che il benessere organizzativo si sostanzia nella vision e mission aziendale, nei valori che l’azienda spinge e nei comportamenti che promuove: quanto più questi elementi culturali caratterizzano la vita aziendale dando un significato positivo a ciò che fa l’azienda, tanto più vi potrà essere benessere organizzativo.

So già (perché è capitato anche a me) che a questo punto del discorso ti starai chiedendo e forse dicendo: tutto vero, peccato che il benessere organizzativo e il benessere delle persone sono spesso in contrasto tra loro! Può capitare, ma non per questo non si può far nulla per superare questo contrasto.

Cosa fare è piuttosto semplice ma per poterlo fare bene bisogna dare un grande valore a ciò che spesso invece è trascurato, e cioè alla vision, alla mission e ai valori aziendali.

Benessere organizzativo e benessere individuale non sono in contrasto tra loro se una persona sente di appartenere all’organizzazione, perché ne condivide la mission, i valori e le pratiche: in questo modo la motivazione viene da se, e sappiamo che più motivazione comporta più impegno e più impegno porta a più risultati. Questo è il vantaggio del benessere organizzativo.

Le leve per il benessere organizzativo.

Torniamo alla domanda che ci ha portato fin qui: “perché, il benessere organizzativo non è ancora considerato da molti manager ed imprenditori un fattore importante per il miglioramento delle performance aziendali?”.

Probabilmente è solo una questione di visione e di consapevolezza: siamo abituati a ragionare con i numeri e come tecnici, pensiamo ancora che l’azienda funzioni come un meccanismo mentre invece è un organismo. Leve gestionali come il coinvolgimento e la delega, la fiducia e l’attenzione allo sviluppo del potenziale dei collaboratori non ci sono ancora propri: siamo ancora legati allo schema base del comando e controllo. Le leve per un benessere organizzativo costruito con e attraverso il benessere individuale esistono e sono molte: le pratiche del coaching umanistico e della leadership positiva ci offrono tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Se qualcuno pensa ancora che ci debba essere necessariamente contrasto tra benessere organizzativo e benessere individuale, non so cosa altro aggiungere.

Il vantaggio del benessere organizzativo è evidente per un Emprover e un Emprover crede e sa che è possibile conciliare il benessere individuale con quello organizzativo; un Emprover sa anche che solo questa è la via che può portare all’eccellenza operativa.

Alberto Viola

Da quasi 20 anni è Consulente di Direzione ed Organizzazione. Ha lavorato con svariate aziende italiane ed estere di diversi settori e dimensioni, supportandole in processi di miglioramento delle performance e di cambiamento della cultura aziendale. È ideatore di Emprovement, il primo approccio per l’eccellenza delle tue performance aziendali con il quale puoi ottenere il miglioramento dei processi aziendali, attraverso la crescita e il benessere della tua organizzazione. È autore di “A Gemba! Guida operativa per la produzione snella” e “The Lean Production Notebook – Appunti e spunti sulla produzione snella”.