Perché migliorare il benessere organizzativo aziendale è importante?

Perché migliorare il benessere organizzativo aziendale è importante?

Perché intervenire sulla struttura e organizzazione aziendale migliorandone il benessere è essenziale per ottenere la più alta performance nei processi?

Se, nell’articolo precedente, abbiamo affrontato la tematica del mindset per il miglioramento, in questo contenuto parleremo delle ragioni per cui il benessere professionale dei collaboratori inteso come “stato dell’arte” dell’intera sfera psicofisica e relazionale, sia una delle chiavi di volta per una migliore produttività dell’azienda.

Facciamo innanzitutto un piccolo passo indietro e ricordiamo che, con il termine “benessere organizzativo”, si intende genericamente l’abilità di un’organizzazione non soltanto di promuovere e progettare il benessere psicofisico e sociale di chi lavora al suo interno, ma anche di mantenerlo nel tempo. Tale benessere dovrà necessariamente interessare tutto il personale in modo trasversale così che valori come fiducia, coinvolgimento, motivazione, flessibilità e collaborazione influiscano positivamente sulla performance dell’azienda nel suo complesso.

In altre parole, partendo dal presupposto che all’interno di ogni organizzazione esiste un determinato “clima” che influenza l’operato dei dipendenti, lavorare sulla cultura organizzativa intesa come insieme dei valori che l’azienda fa propri, sviluppandoli al proprio interno e riverberandoli all’esterno, significa condizionare positivamente l’ efficienza e l’efficacia dei processi aziendali.

EmProvement e benessere organizzativo aziendale

Processi e persone, competenze e motivazione, potenzialità e conoscenze (sia tecniche che manageriali), modelli di miglioramento e di sviluppo organizzativo sono gli ingredienti fondamentali per raggiungere la massima performance operativa, e devono essere sempre accompagnati dal mindset più adeguato al cambiamento.

EmProvement (Employees Empowerment & Processes Improvement) è l’approccio per l’eccellenza delle performance aziendali che fa del benessere organizzativo aziendale uno dei suoi punti cardine. Il principio su cui EmProvement si basa, infatti, vede il raggiungimento della performance ottimale attraverso la crescita e il benessere dell’organizzazione nel suo senso più lato: questo obiettivo è la sola condizione possibile per mantenere i livelli di eccellenza ottenuti anche sul lungo periodo, ossia per fare dell’eccellenza un’abitudine consolidata.

Più specificamente, EmProvement interviene sia sui processi che sulle persone e lo fa in modo sinergico e contemporaneo. Processi e persone sono infatti i due elementi che, sommati, definiscono l’organizzazione nella sua totalità: migliorare esclusivamente i primi non permetterebbe di mantenere i risultati raggiunti, mente operare solo a livello di cultura aziendale non consentirebbe alcun risultato nel breve termine.

Quando interviene sulla cultura aziendale, EmProvement considera importante il coinvolgimento di tutto il personale aziendale in ogni azione che possa portare al raggiungimento di specifiche strategie di business. In un unico approccio operativo, unisce le best practices per il miglioramento dei processi basate sul modello Lean Enterprise e sull’approccio 6σ, con quelle per lo sviluppo organizzativo basate sui principi della “Servant & Positive Leadership” e del “coaching umanistico”. Combinate con le logiche di Change Management, queste best practices rendono EmProvement l’approccio più completo ed efficace per realizzare programmi di sviluppo delle strategie aziendali di operational excellence.

Le “persone” nella visione EmProvement

Per EmProvement, le persone che operano in azienda possono essere collocate in tre diversi livelli gerarchici:

  • Il Top Management, che include la Direzione Aziendale nelle figure di Presidente, Amministratore Delegato, Direttore Generale e prima linea dei Direttori Funzionali.
  • Il Middle Management, che è rappresentato dalle prime linee che riportano alle Direzioni, ossia da Responsabili Funzionali, capi intermedi, capiufficio e capireparto.
  • Gli operatori, ossia gli impiegati e operai che costituiscono la stragrande maggioranza delle persone in azienda.

EmProvement non vede questi ultimi come semplici figure operative, quanto piuttosto come veri e propri problem solver, ossia individui perfettamente in grado di intervenire sui processi quotidiani, migliorandoli.

Le figure del Middle Management, il cui ruolo prevede effettivamente capacità di problem solving, sono invece accompagnate nella trasformazione in manager e coach per i loro collaboratori. Dal momento che i Middle Manager sono di solito abituati a operare sui processi, insegnare loro ad allenare e gestire “persone” rappresenta uno degli interventi più complessi e importanti per l’EmProver.

Infine, il Top Management dovrà modificare il proprio mindset e passare dalla dimensione di manager a, nuovamente, quella di coach per il Middle Management. Anche questo è un cambiamento rivoluzionario e spesso difficile, perché prevede che chi sta al livello più alto dell’organizzazione riponga una fiducia profonda in tutti gli altri.

Il benessere organizzativo aziendale: valori, mission e vision messi in pratica

Il benessere influenza positivamente e addirittura può accelerare la performance e la crescita aziendale.

Siamo tutti consapevoli che le persone motivate si sentono meglio e lavorano meglio. Sappiamo anche che, a parità di competenze, persone con un alto grado di motivazione tendono a ottenere risultati migliori rispetto a operatori demotivati. Le (purtroppo ancora troppo poche) organizzazioni che considerano il benessere dei loro dipendenti come un obiettivo della strategia aziendale lo sanno, e vedono i risultati positivi che questo approccio è in grado di ottenere.

Se, all’inizio di questo articolo, abbiamo definito il benessere organizzativo come all’insieme delle condizioni aziendali finalizzate a promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale di tutti i membri dell’organizzazione, per l’EmProver è ancora più importante partire dalla definizione di benessere individuale per poter intervenire nel modo corretto.

Il benessere individuale è la somma di tanti fattori diversi: le emozioni positive che rendono soddisfacente la vita della persona; l’impegno, ossia coinvolgimento e attenzione a ciò che si fa; il significato, ovvero la convinzione di fare qualcosa di sensato sia per sé stessi che per gli altri; l’eccellenza, che è la possibilità di sentirsi realizzati attraverso l’espressione delle proprie capacità e competenze, e infine le relazioni positive con le altre persone con cui si lavora, a qualunque livello. In definitiva, la persona sperimenta una condizione di benessere quando individua un’armonia tra ciò che è, ciò che fa e ciò che prova in azienda.

Se consideriamo l’organizzazione come un “soggetto” composto da un insieme di persone, traslare questo concetto diventa relativamente semplice: l’azienda sperimenterà uno stato di benessere quando svilupperà e utilizzerà al meglio le proprie competenze, quando si evolverà in un contesto fatto di relazioni nutrienti e quando darà un significato positivo alle proprie azioni.

In pratica, il benessere organizzativo sarà effettivamente realizzato nel momento in cui mission e vision aziendali si vedranno realmente riverberate nelle attività quotidiane dell’azienda. Ecco perché è importantissimo dare il giusto valore a questi concetti che, quando compresi e condivisi da tutte le persone che fanno parte dell’organizzazione, creeranno senso di appartenenza e condivisione producendo, di riflesso, motivazione. E dunque benessere.

Alberto Viola

Da quasi 20 anni è Consulente di Direzione ed Organizzazione. Ha lavorato con svariate aziende italiane ed estere di diversi settori e dimensioni, supportandole in processi di miglioramento delle performance e di cambiamento della cultura aziendale. È ideatore di Emprovement, il primo approccio per l’eccellenza delle tue performance aziendali con il quale puoi ottenere il miglioramento dei processi aziendali, attraverso la crescita e il benessere della tua organizzazione. È autore di “A Gemba! Guida operativa per la produzione snella” e “The Lean Production Notebook – Appunti e spunti sulla produzione snella”.