Customizzazione attraverso l’architettura di prodotto: quanto è importante per una crescita concreta

Customizzazione attraverso l’architettura di prodotto: quanto è importante per una crescita concreta

Quanto è importante, per la crescita di un’azienda, sviluppare la migliore capacità di customizzazione attraverso l’architettura di prodotto?

Nel nostro precedente contenuto abbiamo parlato di cosa sia e a cosa serve una catena del valore, ossia l’insieme delle azioni messe in atto da un’organizzazione per realizzare prodotti o servizi capaci di creare valore sia per il mercato che per l’azienda stessa. Oggi esploreremo invece il ruolo dell’architettura di prodotto nell’ambito della customizzazione.

Cos’è l’architettura di prodotto

Si definisce “architettura di prodotto” lo schema con cui diversi componenti di manufatti complessi sono progettati al fine di interagire tra loro e di garantire la performance richiesta dall’oggetto, dal sistema o dalla macchina finita.

È facile capire che l’architettura di prodotto influisce in modo significativo sulla capacità di un’impresa di realizzare prodotti customizzati, e non soltanto in ambito progettuale: può infatti avere importanti ripercussioni anche nei processi di manufacturing, ossa di produzione, e di supply chain.

Qualunque organizzazione che faccia del prodotto customizzato una delle sue leve strategiche dovrà infatti soddisfare sempre una serie obiettivi: garantire diverse varianti del prodotto, evadere rapidamente ordini e commesse, beneficiare di processi efficienti, e mantenere quantitativi minimi di giacenze lungo l’intera catena di valore.

Progettazione integrale e modulare nell’architettura di prodotto

Ai due estremi del concetto di architettura di prodotto andranno poi considerati quelli di progettazione integrale e progettazione modulare, per loro natura agli antipodi: il primo permette di disporre di un prodotto completamente integrale e, di riflesso, di non poter garantire un numero sufficiente di varianti; il secondo prevede la presenza di un maggior numero di componenti da gestire (talvolta addirittura migliaia) e una quantità più elevata di processi, con la conseguenza di incrementare la possibilità di errore, anomalia, usura, malfunzionamento del prodotto e via discorrendo.

Ecco perché solamente il giusto grado di modularità permetterà di ottenere i risultati di cui abbiamo parlato poco sopra.

In questo senso, possiamo elencare tre driver fondamentali per stabilire il corretto grado di modularità da applicare al prodotto:

  1. La varietà di prodotto: tipicamente utilizzata per conquistare specifici segmenti di mercato e fidelizzare i clienti, consiste essenzialmente nella capacità dell’organizzazione di mantenere alto il livello di varianti o di funzionalità offerte. Per ottenere questo obiettivo, sarà necessario per l’azienda aumentare il grado di modularità all’architettura del prodotto, standardizzandone la progettazione a monte.
  2. Il coinvolgimento: ci riferiamo in questo caso alla possibilità, da parte dell’azienda, di coinvolgere alcuni dei suoi clienti nella fase di sviluppo del prodotto. I clienti che già lo utilizzano potranno essere intervistati così da suggerire eventuali implementazioni, varianti inedite o nuove funzionalità. in questo caso, a fronte di un’architettura di prodotto marcatamente modulare sarà possibile intervenire soltanto su specifici componenti e funzionalità, senza dover stravolgere l’intero prodotto. La progettazione, la supply chain e la fase produttiva ne trarranno certamente beneficio.
  3. La riduzione dei tempi di consegna: la rapidità è una delle principali leve competitive delle aziende attuali. Va da sé che, a fronte di un incremento del grado di modularità, si verificherà un drastico abbattimento dei tempi di consegna. Tale obiettivo può essere raggiunto in diversi modi: assemblando i diversi moduli tutti insieme, oppure scegliendo un fornitore diverso per ogni modulo, o ancora assegnando moduli diversi a team di progettazione differenti.

Per individuare quale grado di modularità sia adeguato a ogni organizzazione bisognerà comprendere la strategia che questa vuole seguire: non esiste infatti una “formula magica” che possa essere applicata a tutti i contesti.

Tuttavia, esistono sicuramente una serie di caratteristiche che le aziende specializzate in prodotti “su commessa” (Engineered to Order) possono sviluppare o rinforzare così da risultare competitive sul mercato.

Vediamole insieme.

Quali abilità dovrebbero essere allenate nelle aziende con prodotti Engineered to Order

Tipicamente, le aziende specializzate nella progettazione e costruzione di prodotti complessi come macchinari, impianti, linee di assemblaggio, imbarcazioni e via discorrendo operano secondo una modalità detta “engineered to order”, ossia su commessa. Questo significa che il prodotto non sarà mai standard, ma specifico e personalizzato per soddisfare esigenze particolari richieste dal cliente.

Le caratteristiche che queste organizzazioni dovranno sviluppare, mantenere o allenare per mantenere la loro posizione di leadership sono le seguenti, muovendosi attraverso il flusso del processo di realizzazione di questa tipologia di prodotti.

  1. La progettazione: è una fase che, nei prodotti su commessa, coinvolge interi team di lavoro e che ha l’obiettivo cruciale di definire caratteristiche funzionali ed estetiche del prodotto finito, così come i costi totali e l’effort che serviranno per realizzarlo. In questo senso, l’architettura di prodotto non rappresenterà solamente una questione tecnica, ma una vera e propria strategia aziendale orientata a ridurre al minimo tempi, costi e criticità connesse non solo alla fase di progettazione ma anche a tutte quelle che la seguiranno.
  2. Gli acquisti e la supply chain: è la fase che segue quella di progettazione. È facile comprendere che prodotti per loro natura complessi necessiteranno di una quantità enorme di componenti da costruire o approvvigionare. Il processo comporterà l’investimento di risorse importanti per richiedere preventivi, effettuare ordini di acquisto e gestire la sincronizzazione delle forniture in relazione alle fasi produttive o di assemblaggio. L’organizzazione dovrà quindi mappare in modo chiaro e attento i prodotti di fornitura e i relativi supplier secondo specifiche decisioni strategiche, che prenderanno sempre in considerazione fattori come le giacenze di alcuni componenti nello stato di prodotto semilavorato o finito, oppure la capacità di ridurre il tempo di approvvigionamento di alcuni componenti lavorando in stretto contatto con i fornitori.
  3. Gli assemblaggi: in questa fase l’azienda ottiene finalmente un’idea tangibile, positiva o negativa che sia, del lavoro svolto negli step precedenti. Per performare al meglio, l’organizzazione dovrà essere dotata di una flessibilità strutturale intrinseca, che sappia tenere in considerazione variabili e rischi non quantificabili a monte. In pratica, la definizione di “piani B” che non siano il frutto dell’improvvisazione ma di regole predeterminate permetterà di rendere il rischio calcolato e monitorato, e dunque più facilmente gestibile.
  4. Le persone: intese come il team di lavoro, gli individui parte dell’organizzazione, senza i quali il flusso produttivo non esisterebbe neppure. Le produzioni complesse comportano per loro natura la gestione di una serie di varianti in corso di progetto, ed essa potrà rivelarsi virtuosa esclusivamente se il team di lavoro è affiatato, ha una visione univoca sugli obiettivi e le criticità, ed è capace di reagire in modo rapido a qualunque evento inaspettato.

Carlo Marrazzo

Esperto di miglioramento delle performance dei processi, inizia il suo percorso professionale nel settore automotive, per poi spostarsi nella consulenza di direzione. Ha impostato e condotto con successo numerosi progetti di Lean Transformation e Operational Excellence in diversi settori aziendali, dapprima come manager di importanti gruppi aziendali e poi come consulente di direzione. Nel corso degli anni si è specializzato, soprattutto, nell’ottimizzazione delle performance di produzioni su commessa, dove i clienti finali richiedono prodotti ad alto contenuto di customizzazione. È un professionista con un forte focus sul risultato e con una grande capacità di guidare persone e organizzazioni nel raggiungimento di obiettivi sfidanti. È ideatore di ValueXcellence, il primo approccio per il miglioramento delle performance globali della catena del valore, dedicato alle aziende che, come la tua, fanno o intendono fare della customizzazione di prodotto una delle loro principali leve strategiche.