Esiste un percorso per innovare con successo? Forse sì….

Esiste un percorso per innovare con successo? Forse sì….

“Arte non è se ottiene successo a caso”

Lucio Anneo Seneca

L’innovazione è ormai il mantra dell’economia moderna.

Sul tema ci sono migliaia di studi, iniziative e pubblicazioni che forniscono spunti interessanti e angolazioni diverse su cosa devono fare le aziende per innovare.

Abbiamo ormai acquisito il concetto secondo il quale gli ambiti d’innovazione possono riguardare prodotti/servizi, materie prime, processi, target di clienti nuovi e modelli di business diversi e che a supporto di ciò servono spesso tecnologie, organizzazioni e professionalità diverse.

Ovviamente tutte queste aree sono importanti e assumono una valenza diversa in funzione dei momenti aziendali. In ogni caso l’innovazione diventa effettivamente una leva competitiva di successo nella misura in cui risponde in modo convincente alla domanda: sto facendo qualcosa che aumenti il valore per i miei clienti?

Il valore per il cliente è esprimibile come rapporto tra le funzionalità del prodotto/servizio offerto, ivi comprese le modalità di fruizione, le caratteristiche emozionali e il suo costo. È quindi evidente che un’innovazione che punti a un significativo successo deve avere un chiaro riscontro sul fronte dei costi presso i nostri clienti oppure deve incidere direttamente sulle funzionalità del prodotto/servizio, incidendo su uno o più aspetti quali prestazioni, emozioni, impatti sul sociale e modalità di fruizione veramente innovative.

In quest’ottica occorre riflettere con attenzione sulle scelte legate all’innovazione tecnologica e all’ammodernamento dei processi in chiave migliorativa: ovvero sulla spinta che, fino a prova contraria, da sempre caratterizza la vita delle aziende. Il vero tema, a mio avviso, è cogliere ogni aspetto adatto a consentire una vera e duratura svolta verso un percorso di innovazione di successo.

Gli studi sui casi di innovazioni di successo, a livello mondiale, mostrano che le innovazioni premianti sono scaturite da interventi sul prodotto/servizio o sull’introduzione di caratteristiche innovative nel modello di business. Da questo punto di vista, le sole idee creative non garantiscono nulla. Con buona pace del brainstorming, infatti, molte idee originali possono rivelarsi pessime perché non hanno un mercato a cui rivolgersi o perché non sono adeguatamente supportate da un idoneo modello di business.

Non è un caso che il success rate dell’innovazione nelle aziende al top di questa classifica vale dal 40% al 50% (progetti innovativi che raggiungono i target ipotizzati). La stessa P&G, azienda altamente innovativa, agli inizi degli anni 2000 risultava posizionata su un rate di successo del 15% per poi raggiungere il 50% nel giro di 7-8 anni a valle di un cambiamento completo di approccio all’innovazione. (Harward Business Review June 2011).

Il percorso comporta quindi tanti rischi e potenziali sprechi di risorse.

Sulla base di queste considerazioni e sulla scia di studi analoghi, con il mio team di lavoro abbiamo approfondito, nel corso degli ultimi anni, la ricerca di strumenti che possono efficacemente orientare le scelte d’innovazione, al punto da poter trarre importanti indicazioni sulle potenzialità di successo prima dell’implementazione.

Lungi dall’affermare che esista una sorta di arte predittiva infallibile dell’innovazione, il nostro studio è in grado di spiegare in buona parte sia il successo che l’insuccesso delle centinaia di casi d’innovazione presi a riferimento. Lo studio, tradotto in un algoritmo, indica chiaramente che ci sono delle combinazioni di scelte, legate alle caratteristiche di valore del prodotto/servizio/modello di business, che possono essere più premianti rispetto ad altre.

È sicuramente un terreno difficile, evolutivo e, a giusta ragione, innovativo.

Ma la sfida intrapresa si è basata su alcune motivazioni per noi importanti:

  • fornire alle aziende uno strumento, una sorta di bussola dell’innovazione che, in una contingenza in cui è necessario sostenere il processo in maniera sistematica, orienti meglio l’individuazione e la scelta di “piste innovative”;
  • sviluppare una metodologia che, prendendo spunto da dati consuntivi (successo o insuccesso degli altri), consenta di guardare avanti per costruire il proprio percorso d’innovazione di successo.

All’interno di una grande spinta verso la gestione delle informazioni e dei dati disponibili, che le aziende dovrebbero imparare a gestire per meglio interpretare e sviluppare il loro business, questo approccio può contribuire a definire e costruire il proprio percorso d’innovazione, interpretandolo con maggiore efficacia e, lavorando in autoapprendimento, orientandolo per gli step innovativi futuri.

L’approccio sviluppato, denominato HintNova, integra aspetti tecnici con altrettanto importanti aspetti culturali e organizzativi delle organizzazioni.

Le prime sperimentazioni, presso alcuni nostri clienti, sullo sviluppo di nuovi prodotti sono decisamente incoraggianti e lasciano ben sperare sulla validità dell’approccio nel supportare con efficacia le scelte d’innovazione.

Quindi sfatiamo qualche mito: innovare con successo non è solo frutto di estro creativo ma, in un contesto continuamente evolutivo come quello attuale, è fondamentale affrontare questa sfida con rigore e metodi avanzati ed efficaci. Insomma il successo non è un caso.

Nello Pucillo

Opera da oltre 25 anni nel campo della Consulenza di Direzione e Organizzazione, maturando, così, un’esperienza che lo ha condotto a lavorare in significativi progetti in ambito di strategia di manufacturing e d’innovazione. Ha condotto progetti strategici in aziende italiane ed estere di diversi settori e dimensioni. Affianca, in qualità di advisor industriale, i CdA di alcune interessanti realtà italiane. È ideatore di HintNova, il primo approccio che mette a disposizione strumenti concreti e originali per intraprendere percorsi d’innovazione di successo, integrando aspetti strategici, organizzativi e di sviluppo del personale.