I 4 benefici di una Supplier Association in una produzione ETO

I 4 benefici di una Supplier Association in una produzione ETO

Una delle pratiche manageriali che permettono di ottenere risultati interessanti nell’ambito delle produzioni complesse, ad alto contenuto di progettazione ed ingengeria, è la creazione e gestione di una Supplier Association.

Se il concetto di Supplier Association permette di raggiungere risultati interessanti negli ambiti della produzione di massa, è molto probabile che all’aumentare della complessità del modello produttivo la sua applicazione possa ulteriormente enfatizzare i benefici.

Sono 4 i principali benefici.

Il concetto, tanto per non cambiare, nasce in Giappone nella seconda metà degli anni ’90 e si sviluppa prevalentemente in ambienti di produzione di massa.

Rappresenta, chiaramente, uno stadio successivo rispetto alla relazione cliente-fornitore basata sulla misura delle performance, sigli audit periodici e sulla classica richiesta di sconto di fine anno.

Nel corso degli anni l’applicazione di questo concetto non ha avuto particolare fortuna, soprattutto in  occidente. Nonostante la globalizzazione, la digitalizzazione e chi più ne ha più ne metta, non sono tantissime le realtà che hanno applicato questo metodo di collaborazione tra clienti e fornitori.

Eppure, già nella seconda metà degli anni 90, uno studio di Dyer e Nobeoka pubblicato sulla rivista Strategic Management Journal, riportava dati sorprendenti sull’aumento di produttività non solo dell’azienda “capofila” ma anche del suo “indotto”. Dunque un passaggio osmotico di efficienza ed un aumento complessivo delle performance dell’intero sistema produttivo.

BENEFICIO 1 – Condivisione delle best practices

Il beneficio principale, probabilmente, è legato alla condivisione del know-how e delle best practices relative sia al processo che ai prodotti.

Gli ambiti produttivi ad elevato contenuto di progettazione, infatti, sono tendenzialmente più veloci nello sviluppare nuovi prodotti, o almeno varianti, rispetto agli ambiti tradizionali. E’, dunque, necessario avere un gruppo di aziende fornitrici che condivida in maniera costante con la “capofila” le novità, le modalità operative di successo, le nuove funzionalità o caratteristiche richieste ai componenti di fornitura.

Queste attività oltre a dare un quadro “tecnico” d’assieme condiviso in maniera costante, permettono di generare fiducia e consapevolezza reciproca.

BENEFICIO 2 – Riduzione dei tempi di attraversamento

I tempi di realizzazione dei prodotti customizzati dipendono prevalentemente dalla lunghezza dei percorsi di un piccolo gruppetto di attività o di componenti. Sono tendenzialmente le attività o i componenti che si posizionano sul percorso critico, infatti, a determinare i tempi di attraversamento dell’intera commessa. La caratteristica intrinseca delle produzioni complesse è quella di avere percorsi critici che, potenzialmente, possono variare da commessa a commessa. Questo li rende difficilmente attaccabili e riducibili in maniera definitiva.

Adesso, proviamo ad immaginare di coinvolgere in una Supplier Association le aziende che forniscono attività o componenti che tipicamente generano i percorsi critici. Questo semplificherebbe di gran lunga le decisioni necessarie a ridurre in maniera puntuale tali percorsi: creazione di percorsi dedicati, creazione di supermarket di semilavorati in punti specifici, possibilità di modificare il prodotto o le modalità realizzative. Questi alcuni esempi di come sarebbe possibile ridurre i tempi globali di attraversamento

BENEFICIO 3 – Riduzione dei costi operativi

Comunicare contemporaneamente con più fornitori fa risparmiare tempo.

Condividere problemi ed intenti con chi è specializzato permette di raggiungere soluzioni tecniche o gestionali più raffinate ed efficaci.

Poter contare su una flessibilità di fornitura permette di evitare acquisti massivi per evitare stock-out, consegne veloci per recuperare qualche giorno, penali legate ai ritardi nella consegna della commessa.

Tutti questi benefici permettono, chiaramente, di ridurre i costi globali delle commesse. E per globali, intendiamo, non solo quelli sostenuti dalla “capofila” ma anche quelli sostenuti dai fornitori. Un’ottica win-win, insomma.

BENEFICIO 4 – Stabilizzazione della supply chain

Gli ambienti produttivi high-volume-low-mix sono caratterizzati da volumi di produzioni stabili per periodi relativamente lunghi.

Lo stesso non accade, invece, negli ambienti caratterizzati da prodotti con alto contenuto di progettazione, dove il carico di lavoro che per unità di periodo attraversa le varie aree della struttura produttiva può variare anche sensibilmente.

Proprio in questi ambiti, la creazione di una Supplier Association permette ai fornitori coinvolti di sentirsi parte integrante del processo. Questo accentua una comunicazione bi-direzionale che permette alla “capofila” di poter contare sull’affidabilità dei fornitori ed ai fornitori di mantenere la tranquillità necessaria tanto nei periodi di sovrassaturazione quanto in quelli di insaturazione.

La creazione di una Supplier Association, dunque, è capace di portare benefici sia ai clienti che ai fornitori. Anche se inizialmente ci può essere qualche sospetto, le prime attività condivise permettono di comprendere meglio modalità operative e benefici per il vantaggio di tutti.

Carlo Marrazzo

Esperto di miglioramento delle performance dei processi, inizia il suo percorso professionale nel settore automotive, per poi spostarsi nella consulenza di direzione. Ha impostato e condotto con successo numerosi progetti di Lean Transformation e Operational Excellence in diversi settori aziendali, dapprima come manager di importanti gruppi aziendali e poi come consulente di direzione. Nel corso degli anni si è specializzato, soprattutto, nell’ottimizzazione delle performance di produzioni su commessa, dove i clienti finali richiedono prodotti ad alto contenuto di customizzazione. È un professionista con un forte focus sul risultato e con una grande capacità di guidare persone e organizzazioni nel raggiungimento di obiettivi sfidanti. È ideatore di ValueXcellence, il primo approccio per il miglioramento delle performance globali della catena del valore, dedicato alle aziende che, come la tua, fanno o intendono fare della customizzazione di prodotto una delle loro principali leve strategiche.