Lean Transformation: cos’è e perché serve

Il significato del termine Lean Transformation va inquadrato nel concetto più ampio della cosiddetta “filosofia lean”, talvolta conosciuta con la denominazione di “produzione snella”.

Rifacendosi al ben noto Toyota Production System, messo a punto dal gigante nipponico come alternativa alla tradizionale produzione di massa, la produzione snella si propone di modificare la modalità produttiva delle imprese attraverso la minimizzazione degli sprechi e il loro successivo annullamento.

 

L’obiettivo della Lean Transformation: eliminare ciò che non genera valore

È importante sottolineare che la Lean Transformation non opera in modo verticale su uno dei comparti produttivi di un’industria – per esempio tagliando i costi di magazzino – quanto piuttosto in modalità trasversale sull’intera organizzazione. Andrebbe dunque definita come una sinergia di processi, strategie e operazioni che, basandosi sulle linee guida del TPS, interpretano lo spreco aziendale come qualunque condizione o azione che, lungo l’intero processo produttivo, non è in grado di generare valore per il cliente.

Il concetto di valore è dunque da tenere in massima considerazione quando si parla di Lean, perché proprio chi fruisce di un determinato prodotto o servizio è il perno attorno al quale andrebbe costruita l’intera filosofia di miglioramento e trasformazione di un’organizzazione. Trasformazione, questa, che dovrà essere intesa come una vera filosofia da seguire, e che dovrà interessare l’impresa nella sua totalità: dai processi alle persone che la compongono.

Perché la Lean Transformation è un cambiamento di mentalità

La Lean Transformation, che potremmo definire in termini più ampi come Lean Thinking, non si compone però di una semplice serie di azioni svolte in modo meccanico e automatico. Al contrario, rappresenta un vero e proprio cambiamento di mentalità per tutta l’organizzazione. A partire dal concetto che guida la produzione – basata non più sull’offerta quanto piuttosto sulla reale domanda proveniente dal mercato – fino ad arrivare al costante miglioramento del prodotto, questa filosofia sposa il concetto di eccellenza attraverso l’eliminazione di ciò che è superfluo.

La ricerca della Qualità Totale che era così tipica del Toyota Production System si riverbera dunque anche nelle varie declinazioni che attualmente identificano la Lean Transformation nella sua concezione più moderna, e si contrappone in toto ai ben noti limiti della produzione di massa – ancora molto diffusa nella maggior parte delle aziende occidentali.

Soltanto un profondo cambiamento di mentalità da parte dell’organizzazione, dunque, permetterà di dare luogo al cambiamento necessario a traghettare l’impresa verso nuove logiche produttive, attraverso percorsi lunghi e articolati che dovranno sapersi evolvere nel tempo.

I sette sprechi aziendali secondo la Lean Transformation

Quando le attività, i processi e le metodologie non redditizie e incapaci di apportare valore al cliente diventano parte integrante dell’azienda, individuarle con chiarezza può rivelarsi complesso.

Se prendiamo in considerazione un’azienda che è all’inizio del suo processo di Lean Transformation, scopriremo che tutti i livelli dell’organizzazione saranno molto probabilmente “assuefatti” agli sprechi, tanto da non riuscire a vederli: dall’amministratore delegato all’operaio comune.

Il supporto di un professionista del cambiamento aiuterà a eliminare dagli occhi dell’impresa questo velo metaforico e porterà consapevolezza su come, dove e quando gli sprechi vengono generati. Così facendo, ridurli prima ed eliminarli poi diventerà più semplice, e l’azienda si trasformerò un organismo olistico capace di migliorarsi in modo costante, adattandosi ai cambiamenti del mercato e alle richieste dei cliente.

Ma in quale modo la Lean Transformation identifica gli sprechi in azienda?

Mettendo nuovamente il cliente al centro dell’attenzione, l’organizzazione potrà individuare il concetto di valore così come percepito dal consumatore e, di conseguenza, anche gli sprechi. Chiamati “muda” in giapponese, gli sprechi aziendali principali sono sette.

  1. La sovrapproduzione: ossia la rimanenza o giacenza di una quantità variabile di prodotti. Di solito, essa è il risultato di una logica produttiva scollegata dall’effettiva quantità di ordini ricevuti. Attraverso la Lean Transformation, la produzione aziendale sarà invece direttamente connessa alla domanda.
  2. Lo spreco di tempo: è il risultato della mancata sincronizzazione tra le diverse fasi produttive o, in alternativa, dalla presenza di tempi morti o di attesa. In generale, questo punto identifica tutti i tempi che non sono utili al ciclo di fabbricazione dei prodotti. La Lean Transformation mirerà in questo caso a studiare strategie efficaci per ridurli a zero.
  3. La presenza di scorte: si riferisce a componenti, semilavorati, materie prime che difficilmente potranno essere impiegati nella produzione vera e propria. Anche in questo caso, la Lean Transformation si propone di ridurre al minimo le scorte tra le diverse fasi produttive, di fatto dando un taglio netto al cosiddetto “capitale fermo” dell’azienda.
  4. I trasporti da un reparto all’altro: spesso ignorati, rappresentano in realtà una lavorazione aggiuntiva che dovrà necessariamente essere presa in esame. Specialmente quando i trasporti non sono ottimizzati, lo spreco di tempo e risorse può rivelarsi catastrofico. Ecco nuovamente intervenire la Lean Transformation che, attraverso un reale cambiamento della mentalità aziendale, ottimizza i trasporti ed elimina quelli superflui, migliorando la produttività.
  5. I movimenti interni ai cicli di lavorazione: ossia, in termini più pratici, quelli di personale umano, macchinari e prodotti all’interno della produzione. La loro minimizzazione incrementa l’efficienza, e l’efficienza incrementa la produttività complessiva.
  6. I pezzi difettosi: prenderli in esame permetterà di ridurre il rischio che i difetti produttivi possano generarsi su larga scala, e dunque che si verifichino sprechi e flessioni di valore per il cliente. Con la Lean Transformation, si procederà a un check accurato del ciclo di produzione nel suo complesso, così da individuare dove il difetto viene generato ed eliminare la criticità.
  7. I processi aziendali: l’organizzazione si compone di una serie di processi, all’interno dei quali si verificano inevitabilmente degli sprechi e delle inefficienze, rallentamenti nei flussi di lavoro e, in definitiva, un aumento dei costi. Monitorare con attenzione ciascuno di questi processi permetterà di identificare sia quelli migliorabili che quelli eliminabili, perché incapaci di portare valore aggiunto.

In conclusione? Con la Lean Transformation si spreca meno e si produce di più (e meglio)

Attraverso l’identificazione, la riduzione e l’annullamento degli sprechi, la Lean Transformation si propone di abbattere il consumo di risorse all’interno dell’azienda tanto quanto di garantire al cliente un prodotto di valore.

Applicare questa filosofia permette di individuare realmente ciò che porta il cliente ad acquistare il prodotto, allineare in modo virtuoso le attività aziendali in modo che generino valore, metterle in atto senza creare interruzioni. Non solo: il concetto di Lean permette di far scorrere il flusso produttivo in funzione delle reali richieste del cliente, e di modificare la mentalità aziendale in modo rivoluzionario, assumendo la perfezione e l’eccellenza come parametro organizzativo, ottenendo e mantenendo il miglioramento, e riverberandolo anche sulla supply chain.

Da quasi 20 anni è Consulente di Direzione ed Organizzazione. Ha lavorato con svariate aziende italiane ed estere di diversi settori e dimensioni, supportandole in processi di miglioramento delle performance e di cambiamento della cultura aziendale. È ideatore di Emprovement, il primo approccio per l’eccellenza delle tue performance aziendali con il quale puoi ottenere il miglioramento dei processi aziendali, attraverso la crescita e il benessere della tua organizzazione. È autore di “A Gemba! Guida operativa per la produzione snella” e “The Lean Production Notebook – Appunti e spunti sulla produzione snella”.

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